Usa/Irlanda: 2004
Regia: Antoine Fuqua Interpreti: Clive Owen, Stephen Dillane, Keira Knightley, Ioan Gruffudd, Stellan Skarsgard, Ray Winstone, Hugh Dancy, Ray Stevenson, Til Schweiger, Charlie Creed-Miles, Joel Edgerton, Ivano Marescotti
Sceneggiatura: David Franzoni
Produzione: Jerry Bruckheimer
Distribuzione: Buena Vista
Genere: Storico
Durata: 126 min.
Sito Internet: www.buenavista.it/xkingarthur.htmDescrizione: Le vicende di Artù e Ginevra durante la caduta dell'Impero Romano, prima che diventassero re e regina.
Recensione
Dimenticatevi la favoletta Disneyana de "La spada nella Roccia" con tanto di Anacleto, un gufo altamente istruito, Merlino e i suoi giochetti magici, Maga Magoò ecc...
Infatti studi recenti, svelano la vera storia Arturiana. Pare che il tutto abbia avuto origine nel V secolo, quando un condottiero imperiale dal sangue mezzo britannico e mezzo romano conosciuto come Lucius Artorius difese la popolazione locale, i Picti dall'invasione devastante dei Sassoni.
Dunque, questa è l'ipotesi attuale della storia, supportata dallo storico John Mathews che sull'argomento ha scritto ben 40 libri. E' proprio su questa teoria che si sviluppa la pellicola "King Arthur", diretto da Antoine Fuqua, gia apprezzato in "Training Day". La sceneggiatura lasciata nelle mani di David Franzoni è sufficiente, il ritmo non è concitato come ci si aspetterebbe da un film di azione, cammina senza correre, per lasciare il tempo allo spettatore di assaporare la scena nella sua completezza, ma nel complesso va bene così.
Molte comunque sono le incongruenze del lungometraggio con le varie mitologie... Ho provato a documentarmi per fare chiarezza in molti punti oscuri del film. Primo fra tutti, la famosa favola della "tavola rotonda": la storia racconta che fu portata in dono da Ginevra come regalo di nozze per Artù (nel film invece era già li, usata e riusata dai cavalieri ancor prima che Artù divenisse Re d'Inghilterra ). La leggenda racconta che era talmente grande che 150 cavalieri potevano sedersi attorno assieme. La sua forma impediva che tra loro non ve ne fosse uno che primeggiasse, e Re Artù e i suoi cavalieri si resero celebri, non soltanto per le loro avventure, ma anche e soprattutto perché vissero sempre secondo giustizia e onestà. I Cavalieri della Tavola Rotonda erano i più valenti campioni della cristianità, e tra loro si contavano molti famosi guerrieri, come Sir Bedivere, Sir Lancillotto e suo figlio Sir Galahad, e ancora Sir Gawain, nipote del re, e Sir Tristano della Leonessa.
Altro enigma da svelare è l'amore tra Ginevra e Lancillotto, che nel film viene idealizzato solo con sguardi sensuali fra i due, ma anch'esso prima del Regno Arturiano. Dibattutissima ancora tutt'ora la teoria di questo amore, molti addirittura sostengono che Lancillotto non sia mai esistito. Certo è che nelle leggende narrate, Ginevra e Lancillotto durante il regno di Artù hanno una lunga storia amorosa, scoperta alla fine dal Re, che pare essere stato clemente nel perdonare gli amanti condannandoli soltanto ad un esilio separato (Ginevra in un monastero e Lancillotto in una terra lontana). Quando Lancillotto, dopo essere fuggito dal regno in cui era stato esiliato, morì combattendo, Ginevra poté tornare in libertà, ovviamente accanto ad Artù.
Alla fine comunque tutto questo va preso con le pinze, ho cercato di trovare anche un piccolo cenno storico scritto di questo, ma pare che proprio non esiste niente di tutto ciò, dobbiamo continuare a fantasticare sulla leggenda, chissà un giorno uscirà qualche colpo di scena!
Tornando al film, gli attori sono bravi (provengono da tutto il mondo) , forse unica pecca è Clive Owen nei panni di Artrù, che risulta un pò legnoso nela parte. Affascinante la figura di Ginevra, pronta a combattere come un guerriero inferocito a fianco della sua gente, i cui panni sono vestiti dall'attrice in rapida ascesa Keira Knightley (La Maledizione della prima luna, Love Actually), peccato per alcune battute assegnateli... non le rendono giustizia. Segnalazione anche per un nostro attore, Ivano Marescotti (La leggenda di Al, Jhon e Jack) nei panni del vescovo romano Germanius, una buona interpretazione.
Tirando le somme film sufficiente, che per fortuna non è caduto nelle solite banalità ed esagerazioni americane.
Vegeta81
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