
Titolo originale: The last legion
Nazione: U.S.A., Gran Bretagna, Francia
Anno: 2007
Genere: Avventura, Guerra
Durata: 98'
Regia: Doug Lefler
Sito ufficiale:
Cast: Ralf Moeller, Aishwarya Rai, Colin Firth, Ben Kingsley, Thomas Sangster, Peter Mullan, John Hannah, James Cosmo
Produzione: Dino De Laurentiis Company, Ingenious Film Partners, Quinta Communications, Zephyr Films Ltd.
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 14 Settembre 2007 (cinema)
Trama:
Roma, 476 d.C. L'Impero romano è in pericolo. Dopo 500 anni Roma, che al massimo del suo splendore dominava il territorio che andava dalla Mesopotamia alla penisola iberica, dal Reno all'Egitto, assiste alla cattura del giovane Romolo Augusto (THOMAS SANGSTER).....
Alla vigilia della cerimonia che deve incoronare imperatore il dodicenne Romolo Augusto, arriva a Roma il generale barbaro Odoacre (PETER MULLAN) per trattare con Oreste (IAIN GLEN). Odoacre chiede l'Impero romano come equa ricompensa per il suo decennale sostegno alle legioni romane in Oriente. Ma Oreste rifiuta.
Il giorno dell'incoronazione, quando tutta la popolazione si raduna per assistere alla cerimonia, Ambrosino (Sir BEN KINGSLEY), lo sciamano mentore e tutore di Romolo, presagisce il pericolo. Oreste è preoccupato per l'incolumità del figlio e incarica Aurelio (COLIN FIRTH), il comandante della quarta legione, di fargli da scorta personale. Quella notte stessa Aurelio e i suoi legionari devono affrontare Odoacre, tornato a Roma con il suo esercito.
Con un rombo assordante i barbari assalgono la città. Nella battaglia che segue, i brutali invasori non hanno pietà per nessuno e il sangue scorre nelle strade. Oreste viene massacrato e Romolo è catturato insieme ad Ambrosino e chiuso nella fortezza di Capri. Qui Romolo scopre la mitica spada di Cesare che porta incisa una profezia: "Un taglio per difendere, uno per sconfiggere;… per la mano di colui… che è destinato a regnare".
Ma non tutti i legionari romani sono morti. Aurelio è vivo e quando viene a sapere che l'Impero bizantino darà asilo a Romolo, inizia un viaggio verso la costa, accompagnato da un piccolo gruppo di uomini e da un misterioso guerriero bizantino ammantato di nero. Più tardi Aurelio scopre che dietro quel travestimento si nasconde una bellissima e giovane donna, Mira (AISHWARYA RAY).
Grazie all'abilità strategica di Ambrosino e alle doti guerriere di Aurelio e Mira, Romolo riconquista la libertà. Ma quando il gruppo arriva sulla costa, scopre che i Bizantini hanno unito le loro forze all'esercito goto di Odoacre. Di fronte a questo tradimento, devono trovare l'unica legione ancora fedele a Roma, la nona legione in Britannia...
Critica:
Valerio Massimo Manfredi è uno degli scrittori italiani contemporanei più conosciuti al mondo. I suoi libri, cavalcando quell’interesse verso i racconti d’ambientazione “antica Roma” rilanciato in termini generali da “Il gladiatore”, sono tradotti in più di venti lingue e finiscono sempre per diventare best sellers.
L’idea di fare di “L’ultima legione” (6 milioni di copie vendute), un film è del suo amico Dino De Laurentiis (che anni fa gli commissionò anche la sceneggiatura di quell’Atlas fino ad oggi ancora non realizzato). L’unico produttore italiano (residente però da circa trenta anni negli USA) a lavorare a stelle e strisce, è uno che non va tanto per il sottile. Investe in un cast inglese altisonante (Colin Firth, Ben Kingsley), ma non si fa scrupoli a tagliare, modificare, aggiungere e levare affinché un film sia il più adatto possibile al pubblico di massa. Uno stile che se da una parte ha portato spesso ad ottimi incassi, allo stesso tempo ha rovinato film come Dune e più volte fatto storcere il naso agli addetti ai lavori.
“L’ultima legione” è in tal senso un film emblematico. Un prodotto realizzato con tempi, personaggi e schematiche narrative paralleli a quelli dei fantasy anni ’80. Uno spessore di storia e protagonisti che lascia spazio alla semplice favoletta in cui tutto è chiaro, conciso e, purtroppo, anche facilmente prestabile all’ironia.
In un’Europa che sembra grande quanto il tabellone del gioco dell’oca, dove sempre ci si incontra e per farsi vedere da una collina bisogna imprescindibilmente passare sotto una porta stile “Stone Age”, il bambino di Orzobimbo (già giovane Tristano) scappa da Capitan Findus Odorico passando da una fiction di Raidue (Roma) ad una di Raiuno (Capri). Senza più la casa di campagna che dava direttamente sulle mura della città, il piccolo Romolo Augustolo si trova costretto ad unirsi a Gandalf e la compagnia dell’Anello alla ricerca del Signore delle spade. Purtroppo per lui non c’è Falcor (quello di La storia infinita) e così dovrà attraversare a piedi le montagne nebbiose. La profezia di Ambrosinus non può non avverarsi: quest’anno si conquisterà il vecchio continente e sarà Champion’s league. Ma c’è prima da sconfiggere un cruento fantasma dell’opera...
E’ un delirio? Lo è un pò anche il film che fa un pout porri di tante favole e icone letterarie per un lavoro poco credibile, ma comunque sia, a suo modo divertente, perfetto per chi non ha troppe pretese o chi si ama prendere in giro, magari con gli amici, un prodotto leggero leggero. Avrà pesato sul tutto anche l’ombra incombente di quel “King Arthur” che quasi ha plagiato il libro e la storia di Valerio Massimo Manfredi?
La frase: "Ho visto alcuni miei compagni tremare davanti la prima battaglia".
Andrea D’Addio
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